Ventunesima tappa: da El Ganso a El Acebo

Oggi per la prima volta in 21 giorni abbiamo avuto il piacere di svegliarci insieme, dopo aver dormito nello stesso letto: abbiamo aperto i sacchi a pelo e sono diventati l’unica nostra coperta. Ci siamo incamminati verso la cruz de hierro in questo luogo la tradizione vuole che i pellegrini portino, da casa propria, un sasso (rappresentante i pesi della vita dei quali ci si vuole liberare) e lo si lasci ai piedi di questa croce di ferro. Noi abbiamo fatto questo rito ed è stato molto forte ed emotivo. Continuando il cammino i nostri occhi si sono riempiti di colori e sfumature stupende, fiori gialli, bianchi e viola, il verde delle montagne e l’azzurro del cielo con nubi bianche…dopo tante mesetas, oggi ci siamo proprio goduti questi paesaggi che ci hanno alleviato la fatica della salita in montagna.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciannovesima tappa: da Virgen del Camino a Hospital de Orbigo

Anche oggi appena partiti ci troviamo davanti ad una variante rispetto al Cammino ufficiale, noi abbiamo scelto la strada alternativa perché volevamo goderci la natura e l’ultimo ricordo di mesetas, mentre l’altra strada costeggiava la statale. Per sei ore di cammino ci siamo ritrovati io, Omar, i grilli e le rane…e qualche panda ogni tanto 😉 :*

Camminando in queste lunghe strade abbiamo notato che il prendersi cura a vicenda con i massaggi ai piedi e gambe ha il suo riscontro positivo, infatti grazie alle nostre capacità acquisite tramite la scuola di ayurveda (Omar) e percorso di Operatore Olistico (Valentina) possiamo continuare il nostro cammino senza grandi sofferenze e dolori. E comunque con una media di 30 km al giorno i dolori ci sono ma è bello imparare a gestirli e conviverci per poi superarli.

Dopo esserci riposati e rifocillati con un bel panino con prosciutto, formaggio e cetriolo abbiamo proseguito sotto il sole cocente…per questo abbiamo giocato a tirarci l’acqua per rinfrescarci. Eravamo quasi arrivati a Hospital de Orbigo quando vediamo atterrare nel nido (costruito sopra un traliccio dell’alta tensione) una mamma cicogna che portava il cibo ai suoi piccoli 😉 da quando siamo in Spagna vediamo moltissime cicogne…chissa che una porti una bella sorpresa anche a Noi 😉

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciottesima tappa: da Mansilla a Virgen del Camino

Che risveglio caldo e caotico! Dormire in una piccola stanza con 6 letti a castello e 12 persone non è il massimo e il corridoio tra un letto e l’altro era invaso dagli zaini. Non abbiamo riposato benissimo questa notte, ma ci siamo consolati con i nostri biscotti 😉 abbiamo iniziato a seguire le frecce gialle per Léon e in tarda mattinata siamo arrivati, il sentiero era accanto alla statale e per rompere la monotonia Omar ha messo un mantra della sua amata India. Arrivati a Léon, mentre percorriamo la via principale ci sentiamo chiamare “peregrini! Peregrini!”, Ci giriamo e incontriamo un hospitalero di un ostello incontrato qualche giorno fa, e con molto piacere ci presenta suo marito e il presidente degli ostelli del Cammino di Santiago, il quale riconosce l’Om tatuato nel polso di Omar e gli mostra la sua collana con lo stesso simbolo. Ci sorride e ci augura buona strada, così arriviamo alla Splendida Cattedrale di Léon, ci raccogliamo dentro per un momento e poi proseguiamo fino alla Virgen del Camino. Finalmente arriviamo all’ostello dove ci rilassiamo e respiriamo un’aria tranquilla e accogliente.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciassettesima tappa: da Bercianos a Mansilla de las Mulas

Ragazze, Donne…come sapete ogni mese arrivano loro 🙂 le conosciamo le nostre amiche mestruazioni, arrivano con i loro sbalzi, le loro voglie e non voglie….insomma..siamo Donne anche mentre siamo in viaggio e nel mio caso anche durante il mio Cammino verso Santiago. Come ho affrontato questa settimana in Red? Cambiano le comodità, gli spazi, le abitudini e i riferimenti, tutto intorno cambia..sempre, secondo dopo secondo, però il ciclo arriva comunque. Mentre si cammina, soprattutto in lunghi tratti di mesetas, dove tutto intorno, per km e km, si hanno solo campi di grano….quando spunta un cespuglio…ti guardi attorno se ci sono altri pellegrini e se la via è abbastanza libera ti nascondi e ti adatti alla situazione. Posso dire di avere una Grande fortuna: ho al mio fianco un fidanzato che oltre a farmi da palo-vedetta 😉 “via libera, non arriva nessuno” oppure “muoviti che arriva gente”, mi sopporta e mi sostiene durante i miei sbalzi di umore e mi compra il dolcetto dopo cena 😉 che uomo magnifico e dolcissimo 😉

Il cammino continua.

Valentina e Omar

Sedicesima tappa: da Ledigos a Bercianos del Real Camino

Oggi un risveglio un po’ particolare: lunatico per un insieme di cose…smosse passo dopo passo in questi molti chilometri fatti fino qui. Dopo una piccola discussione abbiamo camminato a una distanza sana per Noi. Fare il cammino di Santiago non è facile e se lo si fa’ in coppia…Si viene messi alla prova. Infatti, come nella vita normale, anche durante il cammino si ha bisogno di stare un po’ da soli….e amarsi non è stare solo e sempre appiccicati. La cosa più bella è Rispettarsi, capire e accettare il prossimo e ricongiungersi.

Stasera all’ostello parrocchiale di Bercianos ci attende una paella con del vino bianco… insieme 🙂

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Quattordicesima tappa: da Castrojeriz a Villarmentero de Campos

Come riscaldamento dei muscoli questa mattina abbiamo fatto la salita al Teso de Mostrelares giungendo a quota 917 slm e da lì in poi…..mesetas e ancora mesetas. Dopo tante ore in cammino sotto il sole cocente, i piedi stanchissimi e i nostri balletti da  hippy stavamo per raggiungere il nostro albergue/o, quando ad un tratto vediamo un furgoncino che arriva dai campi di grano, si ferma e un signore anziano scende porgendomi la sua mano per offrirmi qualche cosa. A quel punto incontro la sua mano: c’erano 5 caramelle e mi dice in spagnolo “fate buona strada e dite una preghiera per me”. Siamo rimasti emozionati e colpiti nel cuore per questo gesto di umanità e accettando molto volentieri il suo dono ci siamo salutati con un Mucias Grasias. Non nascondo che mi è partito un pianto di commozione perché spero sempre che ci possa essere un mondo migliore.

Il cammino continua.

Omar e Valentina

Tredicesima tappa: da Tardajos a Castrojeriz

Appena fuori dal piccolo paese Tardajos sono iniziate le Mesetas, che letteralmente significa altopiano e sono delle immense distese, ma veramente immense, di grano. Per tutto il giorno siamo rimasti in compagnia del vento forte e degli uccellini che si nascondevano dentro il grano e fischiettavano. È stata una tappa molto meditativa perché eravamo quasi sempre in silenzio.

Arrivati a Castrojeriz, passeggiando per la via principale, un cartello ci ha catturati…e diceva “entrata libera, Tempio del Silenzio”. Ovviamente come due viaggiatori siamo entrati ad ammirare la particolarità di questa casa, molto curata e ricca di Amore.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Dodicesima tappa: da Atapuerca a Tardajos

Brr che notte fredda nell’ostello! Ci svegliamo all’alba e ammiriamo come il sole fa capolino tra le colline…ci incamminiamo verso Burgos, e superando un’altura, nel silenzio della mattina, un capriolo marrone cavalcava le onde delle distese di granoturco. Che emozione mattutina! La giornata prosegue tranquilla fino all’arrivo alla Splendida Burgos! Che sorpresa: davanti e dietro il nostro cammino non c’è nessuno e siamo noi, a cercare le frecce gialle e le conchiglie a terra, che ci dirigono verso la Cattedrale. Arriviamo nella piazza e lei è lì, maestosa e imponente! Ammiriamo la sua bellezza e cogliamo l’occasione per scrivere e spedire le cartoline personalizzate ai nostri amici, e tutto questo…baciati dal sole cliente e (s)pettinati dal vento 😉

Dato che le città ci fanno uno strano effetto…preferiamo i piccoli paesini tranquilli rispetto alle grandi città rumorose, per questo abbiamo deciso di proseguire oltre Burgos. Non è stato facile trovare le indicazioni verso Tardajos (nostra meta) allora abbiamo chiesto ad un paio di signori, i quali ci hanno indicato la via giusta sorridenti e augurandoci “Buen Camino”.

Il cammino continua.

Valentina e Omar