Il Rispetto per il più piccolo

A quanti è capitato di andare a fare un giro in bici e una macchina ha fatto il filo? A quanti è capitato di camminare tranquillamente al parco o in una ciclo-pedonale e improvvisamente una bici sfreccia accanto senza avvisare? A quanti è capitato di andare in kayak, fermarsi per una pausa pranzo rilassante e vedere il tuo mezzo che viene completamente rivoltato sotto-sopra a causa delle onde generate dalle barche giganti troppo veloci??
Beh a noi sono capitate tutte queste cose! E devo dire che anche in macchina, ahimè mi è capitato che mi superassero così vicino che ho pensato “oddio il mio specchietto…” con l’impressione che me lo facessero saltare perché troppo troppo vicini!

Chi non prova queste emozioni di paura non può capire, chi non è stato shoccato da un tir che ti risucchia nella sua onda d’aria mentre sei in bicicletta non può capire quanto è traumatizzante un’esperienza del genere. Chi ha provato può mettersi nei panni dell’altro e chi non ha provato, può semplicemente azionare la modalità “buon cuore” ed “educazione mod-on” per rendersi conto che non ci vuole un genio… chi è più grande deve rispettare il più piccolo. Easy! Il più piccolo intendo il più vulnerabile.

Facciamo un giochino, distingui il più vulnerabile tra i due:
macchina-bicicletta
bicicletta-moto
macchina-pedone
tir-macchina
tir-bicicletta
barca 9 metri-kayak
barca 3 metri-cigno

insomma…è elementare, no?
Eppure c’è ancora chi se ne stra-frega delle cose elementari, delle regole base…

Abbiamo conosciuto chi non sopporta i ciclisti perché quando sono in macchina, li costringono a rallentare per poi superarli, e se poi questi si trovano in gruppo, allora parte l’odio assoluto.
Abbiamo conosciuto chi (avendo una barca) non sopporta chi condivide l’acqua (fiume, laguna) con loro, cioè chi va in kayak, in canoa o con una imbarcazione più piccola perché anche qui, c’è bisogno di rallentare ed evitare che le onde travolgano il più piccolo.

Signori, rallentare vi fa così male? Vi da’ così fastidio? Ma per quale motivo? Per correre dove? Certe cose non le capisco, vengono messi davanti dei valori così egoistici rispetto alla bellezza e pienezza dell’essere altruistici. Ma che poi si tratta di un bene comune!! La strada non è mica di chi ha l’auto più grossa o più veloce, il fiume non è mica di chi ha la barca più costosa o con più motori!

Quindi cosa scatta nella mente di queste persone così irrispettose? Io mi chiedo questo quando mi capitano esperienze spiacevoli…poi mi dico, vabbè siamo tutti diversi, tutti con una storia diversa, valori diversi, esperienze diverse, non si può pretendere….però….è la base!!
Dovrebbe esser tolta la patente per guida scorretta! Poi voglio vedere! Sennò tutto è concesso! L’educazione è alla base! Il buon senso è alla base!

Oggigiorno poi mi capita di vedere sempre più spesso persone distratte alla guida, i cellulari signori, servono per telefonarsi e mandarsi sms. Anche questa è la base, no? Invece adesso col cellulare si possono guardare i social, guardare video, fare acquisti, consultare l’oroscopo…signori….ma mentre si guida dovete fare queste cose?? Ma mentre vi fate la doccia sbattete anche le uova per la carbonara? Mi chiedo perché si stanno perdendo i momenti….se guido, guido. Se cucino, cucino. Se bevo, bevo. Lasciamo stare il lavorio mentale che per alcuni può essere più o meno concentrato, ma a livello di azioni, perché se ne fanno 3 in una?? Se guidate, guidate e basta!!
Poi si accende la tv e si mangiano le cattive notizie, muore quello, l’altro è stato travolto, l’altro ha ucciso…..mmmhhh che bontà questa carbonara….

E’ inutile poi stupirsi DEGLI ALTRI. Guardate voi quello che fate e pensate a migliorarvi, invece che puntare sempre il dito e azionare la lingua cattiva nei confronti degli altri.

Ciò che ci tenevo a dirvi è di prestare attenzione agli altri mentre siete alla guida, dovreste usare la medesima attenzione e timore che si è usato durante l’esame di guida…invece che sentirsi i padroni della strada..quindi rispetto per il più piccolo e più vulnerabile.

Un abbraccio e buona strada a tutti.

Il viaggio continua
Omar&Valentina

Le proprie radici

Chi sa apprezzare ed amare le proprie radici…ha vinto!

Abbiamo deciso di prendere il kayak ed andare dietro casa, che fortuna abbiamo! Proprio dietro casa scorre il fiume Stella. Quanti animali abbiamo potuto osservare, quanti suoni abbiamo ascoltato, che colori meravigliosi la natura ci offre, adesso che è sbocciata…e la gioia di vedere dei piccoli anatroccoli è stata incredibile! Quando sei nel flusso tutto scorre, quando ti fai trasportare, ti possono capitare veri e propri miracoli! Una giornata meravigliosa, come tutte del resto, se decidi che oggi è una giornata meravigliosa, semplicemente vivrai una giornata meravigliosa. E noi abbiamo deciso di viverci una giornata meravigliosa, una domenica meravigliosa.

Amiamo il nostro territorio, amiamo ciò che può offrire, amiamo amare la vita e tutto ciò che ci dona e per fare questo siamo partiti dalle nostre radici. Siamo partiti facendo manutenzione, togliendo il marcio, il secco, si pota, si concima, ci si prende cura. Le radici ci tengono saldi, ci tengono ancorati, ci danno il sostegno e quando hai delle buone basi… puoi costruire sopra ciò che vuoi. Il nostro territorio ci offre molto, sappiamo apprezzarlo, sappiamo amarlo, sappiamo prendercene cura.

Così, semplicemente, dietro casa abbiamo ammirato la natura da un altro punto di vista. Abbiamo vissuto il paesaggio non in bici, non a piedi, ma da dentro il fiume, che scorre continuamente.

Se impari ad amare ciò che hai, ti sentirai straordinariamente ricco tutto d’un tratto, così se impari ad amare chi sei…beh, dimmelo tu cosa può succedere.

Il viaggio continua

Omar & Valentina

#noifacciamolorto

#noifacciamolorto video youtube

Cari amici, questo marzo 2020 è molto anomalo rispetto agli ultimi passati in questi anni.
La primavera è arrivata silenziosa, ha iniziato a sbocciare timida ma è arrivata.
Non possiamo passeggiare nei boschi, nei parchi, non possiamo passeggiare all’aria aperta perché… é proibito.
Già, siamo arrivati al punto di dover stare chiusi in casa, ma cosa abbiamo combinato di tanto grave per meritarci questo?
Uno degli ultimi articoli del nostro blog risale al 2019, settembre, dove scrivevamo di fare qualcosa per il pianeta, di impegnarci nel concreto a limitare i danni che stavamo causando alla nostra casa principale. Le cose sono peggiorate, roghi, inondazioni, terremoti, animali che vengono cacciati anche se rischiano l’estinzione, una barbarie, un film horror proprio sotto i nostri piedi, ma anche sopra le nostre teste, perché ad essere inquinata non è solo la terra, ma l’acqua e l’aria…….e anche noi stessi ovviamente. Sì, perché mai noi dovremmo essere immuni da questa malattia che affligge la terra? Se la terra è malata, di conseguenza anche l’uomo è malato. Prendersi cura della terra equivale a prendersi cura di se stessi, e viceversa.
Io e Omar in comune abbiamo le nostre radici, veniamo da famiglie di contadini, famiglie che sanno lavorare la terra, famiglie che sanno procurarsi i beni di prima necessità, mettendo le mani nella terra e seguendo il ciclo della luna. Un contatto che ormai è andato perso, è stato sostituito dall’i-phone, dal drone, dalla Luis Vuitton, dalla Range Rover, dagli uomini e donne d’affari, dall’alta velocità, dall’usa e getta, dal fast food, dalla plastica e dall’aridità di sentimenti.
Non c’è più empatia, non c’è più condivisione e amore verso il prossimo. Ego, Ego Ego. Il proprio interesse è al centro dell’Universo. Il potere, il denaro, la competizione, la slealtà, sono i valori dell’era della tecnologia.

Ma qualcosa di più grande del nostro Ego ci ha fermati.
Qualcosa di invisibile si è insinuato nei nostri polmoni.
I polmoni, che ci permettono di respirare, i polmoni che ci permettono di vivere, come tutti gli altri organi fenomenali del nostro corpo.
La magnificenza della vita. Solo in questi casi ci si ricorda, solo in questi casi ci si ferma a riflettere, del grande dono della vita.
E’ arrivato un virus, Covid-19, che ci ha costretti a riflettere, su tante cose.
Intanto è arrivato silenzioso, come silenziosa arriva la primavera, come silenziosa arriva l’estate e tutte le altre stagioni, autunno e inverno. Ma è arrivato in modo stranamente silenzioso, ha colpito un organo fondamentale per noi, i polmoni. Che te ne fai del tuo corpo se non puoi più respirare? E se il tuo cuore non può più battere? Per quanto tempo hai dato per scontato il tuo corpo? Per quanto tempo hai dato per scontato la tua terra? Per quanto tempo hai corso freneticamente rincorrendo gli ideali che qualcuno ti ha trasmesso? Per quanto tempo non sei stato te stesso? Per quanto tempo non sei stato ad ascoltarti?
Ad ascoltare il tuo respiro.
Ad un corso di yoga o meditazione, la prima cosa sulla quale si lavora è il respiro. La capacità di riempire i polmoni, riempire la pancia, inspirare, trattenere, espirare. Silenziosamente ascoltare. Che cosa? Il suono del tuo respiro. Poi ti accorgerai che hai anche un cuore che nel frattempo batte, poi succede che la pancia brontola un po’, e ti rendi conto di che macchina perfetta hai da condurre ogni giorno. La alimenti, la vesti, la lavi, te ne prendi cura. E come lo fai? Con il meglio o con quello che capita? E di conseguenza la tua terra rispecchia chi sei.

Siamo malati. Siamo molto malati. Questa società che correva alla velocità della luce è stata costretta a fermarsi, a rendersi conto di quanto siamo malati e di quanto abbiamo ammalato la terra. Un virus, piccolo, microscopico ci ha costretti a fermarci per guardare tutto questo. Per guardare dentro di noi. Per guardarci allo specchio, per fare il famoso “esame di coscienza” per farci e cercare di rispondere alle domande che normalmente sorgono quando ti metti in silenzio con te stesso. Grazie virus. Grazie di questo stop. La madre terra ringrazia, ringrazia perché gli uccelli possono volare tranquilli adesso, i delfini sono ricomparsi, i pesci anche, le lepri nei parchi. La natura si riprende il suo posto.

E noi? Noi siamo chiusi in casa, ad aspettare che questo periodo passi. Nessuna certezza sul domani. Ma d’altronde quando mai abbiamo avuto certezze? Quelle che ci siamo creati fin qui sono apparenti certezze, perché la mente umana ne ha bisogno, ma quando rischi la vita in un incidente stradale, quando stai per perdere la vita, la salute, quando rischi così tanto, allora ti rendi conto che non hai mai nessuna certezza. Ecco che riesci poi a viverti sempre il momento presente, perché hai capito che tutto può cambiare da un momento all’altro. E hai capito che tutto ciò che hai è solo il momento presente. Ci dobbiamo comportare ovviamente bene, facendo programmi per il futuro, avendo degli obiettivi, ma ricordarci che tutto può sempre cambiare da un momento all’altro. Ecco allora perché non ha senso restare arrabbiati col proprio parente, partner, amico per tanto tempo…vivi una vita di Amore, apri il tuo cuore e sorridi a tutti. Non è facile, siamo chiamati ad un grande allenamento, ma ce la possiamo fare.

Adesso siamo qui, costretti in casa a guardarci dentro. Nessuna distrazione. Ok un po’ di Tv, videogiochi, cucinare, pulire, allenarsi, ma la giornata ha 24 ore…coltiva il positivo, fai quello che ti piace, fallo con gioia e soddisfazione…è un gran bell’allenamento…non è così facile ma è possibile!

E quindi noi siamo tornati alla terra, ogni anno noi facciamo l’orto, ma quest’anno ha un sapore diverso. Perché non lo diamo per scontato. Perché ogni gesto viene fatto con presenza, con consapevolezza, con Amore. E’ tempo di sfruttare questo tempo per chiederci cosa davvero vogliamo dalla nostra vita. Quali valori vogliamo seminare quest’anno per noi, per la nostra famiglia e per il mondo intero. Si parte dal proprio piccolo. Ci si guarda dentro e quando vedi qualcosa che non ti piace, beh, fa parte di te anche lei. Le ombre vanno guardate, le parti nere e buie esistono in noi, come esistono quelle luminose. Siamo il giorno e la notte. Siamo il buio e la luce. Non può esserci uno senza l’altro. Ma se rifiuti di guardare anche il buio, non puoi godere della luce. E lo diciamo perché noi ci siamo passati attraverso il buio, più e più volte e da lui abbiamo imparato davvero molto. Questo periodo fa emergere le paure di tutti, rende visibili quelle paure che per tanto tempo e con tanti modi diversi abbiamo soffocato (eccesso di lavoro, di sport, di vita mondana, amici, droghe ecc) adesso? Adesso fai un bel digiuno dalle distrazioni perché qualcosa di più grande di te ha un messaggio per te. Lo vuoi ascoltare?

E’ un avvertimento che ci è stato dato, approfittiamo, il bicchiere è mezzo pieno.

Omar & Valentina
Il viaggio continua

Fat-Bike

E’ stata una bellissima sensazione quella di provare le Fat-Bike.
Concedersi di cambiare, provare e sperimentare un altro tipo di bicicletta.
Ha delle caratteristiche tutte diverse dalle gravel che siamo abituati ad usare.
Ci ha felicemente stupiti, ci ha permesso di galleggiare sulla sabbia, superare tronchi, rami, radici, buche, pozze di acqua senza nessun cenno di fatica o paura. Ma soprattutto galleggiare sulla sabbia! Solitamente con le altre biciclette, la sabbia è un terreno limite, arrivi e sai che lì non ci puoi andare, perché la ruota affonda. Ebbene con le ruote così larghe come ha la Fat-Bike siamo volati sopra la sabbia facendo km e km senza stancarci, assaporando il profumo del mare e la vista deserta. Nessuna persona in un sabato pomeriggio così soleggiato, ci ha stupiti ma sappiamo che tra poco è Natale e quindi tutti saranno alle prese con i regali. Non c’è altra spiegazione 😉 con un tempo così bello non si può non uscire e passeggiare al mare, o prendere una Fat-Bike e correre a divertirsi.

Il viaggio continua.
Omar & Valentina

Pedalare per il clima


Ride with us ecco il nome del progetto al quale abbiamo partecipato, anche se solo in minima parte, sentendo la conferenza sui cambiamenti climatici, a Udine lo scorso 27 novembre.
Il progetto è un viaggio in bicicletta partito da Venezia il 26 novembre con arrivo a Katowice il 7 dicembre, dove quest’anno ci sarà la 24a sessione della conferenza delle parti (COP 24) sul cambiamento climatico.

Cosa sta succedendo al pianeta? Semplice, con la continua emissione di GHG (gas effetto serra) il pianeta si sta surriscaldando e gli effetti sono devastanti. Li vediamo continuamente ma il problema è che dobbiamo agire subito, dobbiamo informare le persone su ciò che sta succedendo e a quali rischi stiamo andando incontro, rischi irreversibili. Per TV non se ne parla, ma i danni sono molto gravi e tutti devono sapere: scioglimento dei ghiacciai (che è il maggior magazzino di acqua dolce), aumento del livello del mare (26 cm negli ultimi 120 anni e nel 2100 sarà di 1 metro) e conseguente  sommersione delle coste, aumento degli eventi atmosferici estremi: pioggia di maggiore intensità, siccità, alluvioni e ondate di calore.

Parlando del nostro Friuli…tra 100 anni non sarà più Friuli ma il clima e la flora saranno nord-africani.
Che fare? Non dobbiamo aspettare che gli Stati prendano accordi, ma dobbiamo agire noi! Come abitanti del pianeta Terra utilizziamo energie alternative rinnovabili, muoviamoci in bicicletta il più possibile! Muoviamoci con i mezzi pubblici, muoviamoci con mezzi elettrici e non a combustione. Informatevi anche voi e riflettete…ognuno di noi ha false necessità che ci portano a sprecare energia senza rendercene conto…..guardate come vi comportate nei confronti dell’ambiente, riflettete e cambiate i vostri atteggiamenti! Dal piccolo al grande…

Pensate all’oceano, ai mari, al suolo, al clima….quanti cambiamenti sono avvenuti? Continuando così cosa accadrà???

Il viaggio continua.
Valentina & Omar

The long way

The Long Way <— clicca il link per guardare il video

Ci siamo, è uscito il video del nuovo singolo del nostro caro amico Michele Stefanuto, in arte Mik.
Il brano si chiama the long way ovvero la lunga strada. Tra le note, tra la voce, ci dice che giunge un momento nella vita in cui si decide di partire, di andare, per seguire i propri sogni, c’è solo la strada davanti, niente compromessi, non si guarda il passato, si va. La strada è lunga, va tutto bene, e quindi…si va.

Noi, viaggioapiediliberi abbiamo partecipato a co-creare il video per questo singolo, che anticipa il nuovo album che uscirà il 2019, e possiamo dire di essere orgogliosi, soddisfatti, entusiasti, anche perché è tratto da una storia vera….la nostra storia vera 🙂

L’abbiamo vissuto, l’abbiamo provato, siamo partiti con l’obiettivo davanti a noi, nessuna certezza, ma è stato proprio l’obiettivo il motore per continuare e andare per la strada lunga.

In questo momento del nostro viaggio, abbiamo collaborato con persone davvero competenti, professionali che hanno permesso di trasmettere sia visivamente, sia musicalmente questo messaggio che anche noi sosteniamo: andare, seguire i sogni, fare di tutto per realizzarli, non mollare e percorrere the long way.

Il viaggio continua.

Valentina & Omar