La casa ovunque

Adattamento. Certo ci adattiamo facilmente, abbiamo imparato ad adattarci moltissimo, ma non è solo adattamento.

Creatività. Certo usiamo anche la creatività e in ogni luogo (aperto o chiuso che sia) usando la creatività ci ambientiamo nello spazio. Per esempio in un parco, al mare, vicino ad un torrente, in un bosco ci creiamo idealmente la cucina, la camera da letto, il garage, ciò che ci basta per mangiare qualcosa sopra ad un sasso, montare la tenda e legare le biciclette. Tutto qui. In uno spazio chiuso invece, in una casa (spesso di amici) ci siamo sistemati col materassino in un piccolo pezzo di pavimento, in un divano letto, in un letto, o in giardino e anche lì senza problemi accogliamo tutto ciò che ci arriva e lo sfruttiamo per sentirci sereni e comodi.

Ma non basta.

Sentirsi parte del Mondo, sentirsi cittadini della Terra (sia intesa come emisfero globale, sia intesa come terra che sta sotto i nostri piedi) ecco qual è quell’ingrediente magico che ci permette di sentirci Bene e vivere Bene in qualsiasi posto noi ci troviamo. Questo è il Bello di Essere figli del Mondo.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

Dalla Liguria al Piemonte

Lasciata Genova e lo smog della città ci siamo diretti verso il Piemonte facendo il passo del Turchino, riempiendoci subito i polmoni di aria pulita.

E’ sempre uno shock per noi trovarci immersi nelle grandi città, fagocitati nel traffico, nella velocità (sia dei mezzi, sia delle relazioni). E’ tutto troppo veloce per noi questo modo di vivere la giornata, la vita.

Noi spessissimo non sappiamo che giorno è, non sappiamo se è lunedì, martedì o domenica, il 5, il 6, l’11 o il 22,  non sappiamo se è “l’ora del pranzo”, noi viviamo, sempre qui e ora. Ascoltiamo il battito del nostro cuore, seguiamo le nostre sensazioni, seguiamo l’istinto, seguiamo la nostra pancia che ci dice se ha fame o è sazia. Ci ascoltiamo. Non corriamo. Pedaliamo, ci fermiamo, guardiamo, ridiamo, scherziamo, discutiamo. Abbiamo imparato a togliere tutto il superfluo e a concentrarci sul nucleo, che….è sempre semplice.

La natura ci permette di vivere e sperimentare questa lentezza, questa connessione con noi stessi. La città ci estranea, ci paralizza con la sua velocità, ci estranea.

Salendo la montagna abbiamo cambiato aria. Ci siamo ritrovati subito in Piemonte, le valli, i profumi verdi, l’odore dell’asfalto bagnato e le gocce che cadono nel viso. Pedalare sotto la pioggia, cosa c’è di più liberatorio?  E le persone? Gentili, disponibili, cordiali…e al supermercato non più pregiudizi ma sorrisi gratuiti.

Abbiamo incontrato subito delle Belle persone: il primo è Rudy, un signore che  passeggiava con Akira e ci ha raccontato della sua terra, di Pavese e delle poesie, del vino buono e della tradizione della vendemmia, degli amaretti di Mombaruzzo e della torre di Alice Bel Colle dalla quale si può ammirare il panorama sottostante colmo di vigneti e della Natura generosa che regala i frutti nel giardino dove eravamo. Rudy era così orgoglioso della sua terra che non smetteva di raccontarci delle bellezze e prelibatezze di questo suo Piemonte.

La seconda persona incontrata è Angelo che ci ha fatto strada, accompagnandoci e poi indicandoci il resto della via. Ha 80 anni, ex aviatore e orafo, appassionato di ciclismo che pedala ancor oggi, ci ha confessato più volte che secondo lui “lo sport è vita”. Ci ha fatto i complimenti per la nostra iniziativa, per il bel progetto che stiamo portando avanti. E’ stato esemplare incontrare una persona così in gamba e così innamorato della vita come lui.

Bentornati al Nord.

Valentina e Omar

Genova

Percorrendo la via
in un istante volgo lo sguardo.
Un brivido mi percorre dalla testa
e mi rende ghiaccio, immobile.

Mozzato, è lì.

Nelle foto....è distante
a vederlo...è agghiacciante.

Morte, gelo, tristezza.
Ora qui c'è il vuoto.

Pace a quelle Anime andate.

Valentina

 

Il Pesto più Buono del Mondo è a Genova Nervi al Pastificio Ramazzina

Il pesto alla genovese, chi non lo conosce? Purtroppo in Friuli si mangia solo il vasetto del supermercato e il sapore orrendo che ha ti porta ad odiare il pesto, ma per fortuna è successo l’incontro! 9 anni fa, Omar (tramite Francesco, carissimo amico genovese) è venuto a conoscenza del magnifico pesto del Pastificio Ramazzina e da quel momento è stato Amore a primo assaggio! Il giusto connubio tra basilico, pinoli, grana, pecorino, aglio, sale e olio extravergine di oliva (con tutti ingredienti di prima qualità) rendono questo Pesto un concetto di Felicità! Omar ha avuto modo di assaggiare diversi tipi di pesto da quando frequenta Genova ma il sapore che ha questo pesto…..è il più Buono del Mondo!  E da quando l’ha fatto assaggiare a Valentina, in casa non deve mancare mai! 😉

Ed eccoci, durante il nostro tour in Italia siamo arrivati in bicicletta a Genova dal Friuli e con grandissimo piacere abbiamo voluto andare direttamente nel pastificio a conoscere chi sta dietro a questo prodotto speciale!

Siamo entrati e ci ha accolti la signora Luciana che da dietro al bancone ci ha subito riconosciuti! “ma siete quelli in bicicletta?!” e ci ha offerto la salvia pastellata, il crostino col pesto, il polpettone di verdure e altre squisitezze; è poi arrivato il figlio Omar che con un super sorriso ci ha voluto cucinare al volo delle trofie al pesto e i corzetti col sugo di noci….libidine pura! Dopo aver scambiato un po’ di racconti del nostro viaggio è arrivato Roberto, marito di Luciana con una bottiglia di vino dicendoci“ve regàllo ànche na botìggia de vin gianco se no mangiâ va resta in ta gôa e ve strangoâ” !

Siamo rimasti stupiti di questa accoglienza e abbondanza! Non ci aspettavamo tutto questo calore e ci ha fatto molto piacere poter conoscere chi lavora con tanta dedizione e passione per un prodotto degno di essere riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità!

E’ stato molto costruttivo poter scambiare le nostre esperienze e trovare persone incuriosite dal nostro progetto, incoraggiandoci a proseguire e complimentandosi per il coraggio che abbiamo avuto nell’intraprendere questa avventura!

Ancora una volta sosteniamo che l’Italia ha dei prodotti eccezionali con persone altrettanto professionali che rendono il nostro paese Unico.

Ringraziamo di cuore Luciana, Roberto e Omar e PASSATE a Genova Nervi in via G.Oberdan 9, provate e godete in questo paradiso!

www.pastificioramazzina.com

🙂

Omar e Valentina

I doni inaspettati

È sempre una forte emozione: uno stupore misto a gioia immensa quando qualcuno arriva e ci regala quello che ha e lo dona a noi. Il fatto che qualcuno ci pensi e agisca lasciandoci un regalo ci rende sempre felici. Da quando siamo in viaggio ci sono capitate delle belle sorprese a questo proposito, per esempio Giuseppe in provincia di Macerata ci ha ospitati nel suo fienile e ci ha regalato pomodori, cetrioli, rucola del suo orto, mentre suo fratello ci ha regalato dei rosari fatti a mano da lui, Luca in provincia del Sud Sardegna ci ha stupiti con un pacco di caffè, delle batterie e una ricarica per il fornello a gas per contribuire al nostro viaggio. Una signora in Puglia ci ha offerto della frutta fresca mentre ci stavamo rinfrescando all’ombra degli alberi, tantissimi amici sparsi nella bella Italia ci hanno offerto pranzi e cene deliziose, con prodotti tipici e anche qualcosa da portarci con noi in viaggio. Francesco ci ha regalato due suoi bellissimi quadri, alcuni amici e conoscenti ci hanno sostenuto con un contributo economico facendoci una donazione tramite il nostro blog.

Siamo aperti all’abbondanza, in un viaggio del genere ti rendi conto di quanto poco ti basta per vivere, per viaggiare…per essere felici e sereni e per due persone come noi, che da sempre ci siamo dovuti rimboccare le maniche e “fare tutto da soli”, ora, grazie a questa condizione in cui siamo, grazie a questo magnifica esperienza, abbiamo anche imparato ad accettare i doni, gli aiuti, i contributi ringraziando di cuore ciò che ci arriva. Non è così facile e scontato ricevere, si è sempre bravi a dare e fare, ma crediamo che sia fondamentale anche ricevere per un equo scambio e sana convivenza.

Oltre ai doni materiali, in questo viaggio stiamo facendo anche pulizia: le amicizie….quali, quante, quale qualità hanno…chi sono quelle persone che ci scrivono per sapere come stiamo, chi sono quelle persone che ci chiamano e che si interessano davvero a noi e a cosa facciamo, quali sono le persone che invece ci spiano senza farsi vedere…..magari criticandoci..

I viaggi cambiano, ci cambiano, ci crescono, ci aprono la mente e gli occhi, torniamo diversi, sempre diversi da come siamo partiti…e noi non abbiamo paura di dire addio a qualcuno e dare il benvenuto a qualcun altro per far si che le affinità siano sempre più in sintonia con i nuovi noi stessi.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

 

Da isola ad isola

La Sardegna è una terra variegata, oltre ad avere un mare stupendo, ha anche un entroterra che accontenta i viaggiatori come noi, amanti degli ampi spazi incontaminati, del silenzio, del contatto con l’immensità della natura. Ci siamo addentrati tra strade lunghissime e divertenti da parcorrere, con molte curve, sali e scendi non stancanti, colline, rocce, dune, alberi verdissimi e montagne alte, fichi e piante grasse di vario genere, abbiamo visto le grotte di San Giovanni, ora sono chiuse al traffico ma ci siamo addentrati per un km al buio e l’atmosfera era simile ad un film di avventura. Per due giorni consecutivi appuntamento fisso alle 15 con il temporale, ci siamo riparati insieme alle pecore in una stalla e poi di nuovo in sella, giù fino a Portovesme per traghettare a Carloforte.

Ecco l’isola dei genovesi, qui infatti si parla un antico dialetto genovese e abbiamo mangiato la pizza col tonno e il pesto per festeggiare i nostri 60 giorni di viaggio..e come dolce i canestrelli tipici carlofortini. L’abbiamo girata tutta in due giorni, da nord a sud, da ovest a est, abbiamo visto il centro, piccolo e carinissimo, l’oasi Lipu e il faro di Caposandalo, le saline, i fenicotteri, le vecchie miniere e….insomma…ci siamo stupiti e divertiti a scoprire questa piccola isoletta selvaggia e ricca di particolari.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

Ospiti del topolino Bosi

Da Porto Torres ad Alghero abbiamo percorso strade sterrate seguendo il percorso segnalato su Sardegna ciclabile, da Alghero abbiamo fatto tutta la costiera fino a Bosa Marina che ci ha stupiti nella sua semplice bellezza: il centro città e le case tutte colorate sotto al castello, il fiume e il porto, la zona balneare e…le onde. Quando siamo arrivati il vento ci spostava le bici e le onde erano altissime e si infrangevano sugli scogli…uno spettacolo! Proseguiamo la strada e ci cattura una stradina… é lì che poi ci fermiamo e ci accampiamo per due giorni, sentendoci a casa. Un container modificato e abbandonato, ma abitato da un piccolissimo e simpatico topino, lo conosciamo e ci dice che si chiama Bosi, da li ci dà il permesso per alloggiare con la nostra tenda accanto a lui con una meravigliosa vista mare. Abbiamo fatto fatica a lasciare questo posto, facciamo colazione e dopo aver dato a Bosi i biscotti, lo salutiamo e ci dirigiamo verso il sud della Sardegna. 

Il viaggio continua.

Valentina e Omar.

 

Cambio di direzione

Flessibilità, apertura, carpe Diem. Questi sono alcuni valori fondamentali per noi, del nostro modo di affrontare la nostra avventura in Italia in bicicletta. Abbiamo girato 9 regioni, le abbiamo vissute giorno per giorno, minuto dopo minuto per strada, vedendo il bello e il meno bello, le potenzialità e i difetti. Quando siamo arrivati a Taranto ci siamo dovuti fermare e cambiare direzione. Erano ormai due giorni che studiavamo il modo per evitare la E90 (unica strada per raggiungere la Calabria, con ogni mezzo) ma quando forze maggiori si mettono in moto tutte assieme e ti bloccano la strada, allora forse non è proprio la cosa migliore continuare ad insistere. Cambiare direzione è una scelta coraggiosa, dopo un po’ che ci sbatti la testa diventa l’unica scelta. Viaggiare in due vuol dire tutelarsi, rispettarsi e ascoltarsi. Il nostro obiettivo non è cambiato, la nostra direzione si, siamo saliti a Genova con un bus, abbiamo poi preso una nave per Porto Torres e ora giriamo tutta la Sardegna in bici.
Sardegna. Che terra Magica. Dal primo momento è stato amore. Posti incantevoli e tanta tanta libertà, in mezzo alla natura, che ha il suo spazio, che è immensa, dove l’uomo a confronto si sente piccolo, veramente piccolo.

Buone pedalate.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar.

Incontro ravvicinato col Branco

Nella foto si può vedere un nostro accampamento e la tasca interna dove teniamo di notte la pistola al peperoncino per difenderci. (midifendo.it)

Ebbene si, dopo più di un mese da quando siamo partiti è successo un evento molto spaventoso e spiacevole: siamo stati attaccati da un branco di cani randagi! Meno male che eravamo armati con le pistole al peperoncino di midifendo che ci hanno permesso di scappare e seminare i sei cani!

In questo viaggio noi siamo in completa autonomia, abbiamo la tenda, il fornello, le pentole, tanto spirito di adattamento, tanta creatività per risolvere i problemi e gli imprevisti che ci sono capitati durante questi km di pedalate….e da quando siamo in Puglia ci siamo scontrati anche con il problema dei cani randagi. Quando stavamo raggiungendo Vico del Gargano è successo nuovamente, un rottweiler, è uscito dal cancello e ha iniziato ad inseguirci, cercando di morderci la gamba, meno male che poi è passata una macchina e lui si è fermato.

Martedì 7 agosto, dopo aver sorpassato Gallipoli, verso le 18.30 ci siamo spostati verso una stradina di campagna, in mezzo agli ulivi per trovare un posto dove accamparci e passare la notte. Io mi sono fermata a fare alcune foto, mentre Omar ha continuato la strada, poco dopo sento in lontananza dei cani abbaiare…resto un po’ in allerta e guardo in lontananza se Omar arriva…e di colpo sento gridare “vai vai vai! prendi la pistola!!” io salto in sella e pedalo, un po’ tremante riesco a prendere la mia pistola di midifendo e quando Omar mi raggiunge sparo due colpi verso di loro! Il liquido esce e i due cani si fermano, continuiamo a pedalare fino ad uscire nella strada principale e confonderci col traffico e seminare gli ultimi due! Che spavento! Più avanti ci fermiamo a riprendere fiato e Omar mi spiega che in quella stradina è passato accanto ad una casa abbandonata e pericolante, senza recinzioni e mentre la stava superando ha attirato l’attenzione di 6 cani che hanno iniziato ad abbaiare, ringhiare e a corrergli incontro! Lui subito ha girato la bici e ha iniziato a pedalare, questi cani erano incattiviti, essendo randagi erano sicuramente affamati, assetati e forse maltrattati, si sono avvicinati alla bici e uno ha preso la caviglia di Omar, lui ha istintivamente preso la pistola al peperoncino e ha sparato contro di loro e da li siamo fuggiti insieme verso la strada principale, seminando gli ultimi due.

Prima di partire abbiamo voluto tutelarci con le pistole di midifendo.it perché già ci avevano avvertiti che al sud c’era il problema dei cani randagi. Queste pistole durante il giorno le tenevamo sempre nel borsello anteriore della bici, proprio a portata di mano, alla sera le portavamo in tenda nelle tasche interne. Ci è anche successo, un paio di sere, di andare a controllare con la pila il territorio circostante perché sentivamo dei rumori, e la pistola era sempre con noi, perché ci da sicurezza! Il fatto che non sia una vera e propria arma letale ci rende tranquilli nell’utilizzarla, infatti il getto spara a 3 metri di distanza e agisce per un’ora, tempo che ti permette di fuggire come nel nostro caso. Speravamo di non utilizzarle ma siamo contenti di esserci mossi preventivamente per quanto riguarda la difesa personale e possiamo essere contenti per l’ottima qualità del prodotto, infatti è piccola, leggera, facile e istintiva da usare nel momento del bisogno e di panico! Io che sono una donna, la consiglio vivamente, infatti sono riuscita ad usarla anche se ero un po’ spaventata dalla situazione! Noi che siamo viaggiatori autonomi, quindi non ci appoggiamo alle strutture, la consigliamo a tutti! Prima di tutto la sicurezza!

Ringraziamo anche lo staff di midifendo.it che ci assiste e si premura di fornirci le pistole al peperoncino!

In questa foto si può vedere la pistola al peperoncino che abbiamo usato, i preparativi che facciamo quando ci accampiamo e la tasca dove la posizioniamo.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

Un soffio, una vita

Stavamo pedalando nella statale 16 perché il lungo mare era finito… Un camion suona e ci sfreccia vicinissimo… Era blu, era lungo, era grosso… Ho preso tanta paura che le lacrime hanno iniziato a gonfiare i miei occhi e continuavo a pedalare perché non c’era spazio per fermarsi… Ma l’unico desiderio era fermarmi, scendere dalla bici e lanciarla via, lontano, smettere quella tortura, lasciare quella strada e andare al sicuro. Le lacrime correvano… Ho visto in un secondo me e Omar a terra, schiacciati tra il muro della montagna a destra e le ruote del camion a sinistra. Basta poco, basta davvero poco per frenare tutto, per fermare tutto, per mollare tutto, per distruggere famiglie intere e far calare il buio gelido. La gente comune non viene scortata mentre fa cicloturismo, la gente comune non sa cosa vuol dire rischiare la vita mentre si sta seduti su una sella e si fanno girare le gambe, mentre occupi una minima parte della strada pedalando dietro al tuo compagno di avventura. La gente comune non sa se non prova a stare dalla nostra parte, nei nostri panni.

Ho avuto paura. Tanta paura di perdere Omar e di morire sotto le ruote di quel camion. Non è giusto! 1,5 metri di distanza dai ciclisti è la legge e POCHI la rispettano. Per me non finisce qui! Non c’è giustizia, sono una formica in confronto a loro, la strada è la stessa e magari anche la destinazione, ma le velocità sono diverse e i pesi sono diversi. Ma la Vita è la stessa, la mia e la tua che stai seduto in macchina e guidi come se fossi in pista. La Vita va Rispettata, è Sacra.

Auguro a tutti voi che correte veloci in macchina, in moto, in autobus o camion, vi auguro di provare a pedalare anche solo 10km e mettervi nei panni di chi ha solo due pedali su cui spingere e tanto rispetto per la vita e amore per se stesso. Vi auguro di PROVARE sulla vostra pelle cosa si prova a vedere la morte in faccia, a vedersi calpestati e uccisi. Per cosa poi? Basta rallentare e passare con una certa distanza e moderata velocità. In cambio di un paio di vite non sulla coscienza.

E ripeto, per me non finisce qui. A costo di pedalare con un pezzo di ferro orizzontale di 1 metro e mezzo di lunghezza per tenervi a giusta distanza da me.

Il viaggio continua.

Valentina