Fine giro d’Italia in bicicletta

Siamo partiti il 21 giugno dal giardino di casa nostra e siamo tornati il 21 ottobre, sempre nel nostro giardino. Non sono stati così lunghi questi 4 mesi di viaggio in questa Italia: l’abbiamo vissuta, assaporata, accettata, compresa, ci siamo calati nelle regioni, nei luoghi, tra le persone e abbiamo riempito i nostri bagagli di esperienze ed emozioni uniche. Siamo Felici di concluderlo, innanzitutto sani e salvi, con occhi nuovi ma soprattutto con tanta grinta e voglia di concretizzare i progetti nati durante questi mesi.

Vogliamo ringraziare davvero tutti: chi abbiamo incontrato e conosciuto per strada, gli amici che ci hanno ospitato, le famiglie che ci hanno accolto e supportato anche da lontano, gli sponsor tecnici, Madre Natura che ci ha accolti e protetti durante gli innumerevoli accampamenti.

Stiamo lavorando con tutti i materiali raccolti per trasmettere a quante più persone possibili, ed interessate, il nostro messaggio tramite il progetto Viaggioapiediliberi. I bambini e i ragazzi sono il nostro obiettivo e siamo contenti di avere degli appuntamenti importanti già fissati 🙂

Seguiteci che il viaggio continua 🙂

Valentina e Omar

Incontrare i bambini

Alcuni bambini hanno avuto modo di vederci in bicicletta e sono rimasti stupiti. “ma come? Avete tutto lì per vivere?” “Tutta l’Italia in bicicletta?”

Nei loro occhi c’è stupore, meraviglia e incredulità. Ci riempiono di domande e rispondiamo sempre sorridendo e facendogli capire che è possibile fare ciò che ci si prefigge come obbiettivo. Che è molto importante perseguire i propri sogni.

Altri bambini ci hanno fatto dei disegni, ci hanno accolti e hanno giocato con noi e per noi è stato super emozionante.

I bambini hanno bisogno e piacere di avventura, hanno voglia di stare all’aria aperta e correre, giocare, gridare e divertirsi esprimendo la loro creatività. Aria e natura, sporcarsi, ridere…sperimentare, provare e conoscere.

Davanti alla scelta tra stare davanti alla TV preferiscono stare a tavola e ascoltare i racconti e viaggiare…anche solo con la fantasia.

Il viaggio continua

Valentina e Omar

Bici e cioccolata

Dopo tanti mesi in viaggio, siamo tornati nella nostra terra nativa: siamo partiti dal Friuli Venezia Giulia e ora siamo ritornati. Non siamo ancora andati a casa perché continuiamo a sfruttare queste meravigliose giornate autunnali pedalando tranquilli nelle strade sterrate e incontrando gli amici.

Dopo aver visto e vissuto le regioni d’Italia ora guardiamo il nostro Friuli con occhi nuovi.

Abbiamo incontrato l’amico Loris de Bortoli nella sua pasticceria e cioccolateria a Fiume Veneto, campione italiano di pasticceria, che condivide anche la passione per la bicicletta e i viaggi. Loris è stato a Roma in bicicletta partendo da Pordenone, per portare al Papa la lettera scritta da un bambino gravemente ammalato. È stato bello incontrare e scambiare dei pensieri e progetti tra biciclette e cioccolato.

A Pordenone abbiamo pedalato con Francesca, una ragazza ventenne che ci ha fatto scoprire alcune stradine del posto per poi confidarci che “…effettivamente è più bello pedalare insieme che da soli”.

Anche con Jolanda, amica speciale per Valentina, abbiamo pedalato nei dintorni di Polcenigo scoprendo anche li stradine piacevoli in mezzo alla natura. Abbiamo riso e siamo stati bene nella sua famiglia di ciclisti e viaggiatori.

Il viaggio continua

Valentina e Omar

La caduta di Gerard

Mentre stavamo percorrendo la ciclabile del Brenta in direzione Bassano del Grappa, abbiamo incontrato un sacco di persone che andavano in bicicletta, sia in gruppo per allenamenti, sia in e-bike e qualche viaggiatore, è stato bello notare la diversità delle persone sulle due ruote: giovani e meno giovani, donne e uomini, bambini e anche qualche diversamente abile.

Ad un certo punto, dopo aver fatto una discesa un po’ ripida, abbiamo sorpassato un signore che era fermo sul lato della ciclabile. Io ho visto  che aveva il naso rosso ma non ci ho fatto caso perché pensavo fosse un clown, mentre Omar mi si è avvicinato dicendomi “Vale mi sa che è caduto…” Allora senza neanche pensarci, ci siamo fermati, abbiamo girato e siamo andati da lui a chiedere se voleva aiuto. In un primo momento ci ha detto “no no grazie è tutto ok, solo qualche graffio”. Non ci convinceva e abbiamo insistito, dato che aveva entrambe le mani sanguinanti, il naso e lo zigomo che colavano sangue e le ginocchia sbucciate, la sua voce e le sue mani erano tremanti e abbiamo voluto dargli dal nostro kit di pronto soccorso il disinfettante e i cerotti. Tutto questo mentre parlavamo con lui per capire se aveva preso qualche botta importante, ma ci ha detto che si chiamava Gerard e aveva 80 anni e che faceva ogni giorno i suoi km, ma questa volta andava leggermente veloce con la e-bike ed è uscito di strada durante la discesa, perché aveva urtato un paletto.

Gerard ci ha ringraziati più volte per il tempo che gli avevamo dedicato e per la nostra gentilezza.

Anche noi abbiamo ringraziato Gerard perché è bello vedere persone anziane che continuano a fare sport e che accettano di essere aiutate nei momenti difficili.

Esattamente un anno fa Omar fece un incidente in bicicletta ed è stato bello per lui poter aiutare una persona in difficoltà.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

Fabrizio e Bike’ n Foot a Peschiera del Garda

Da Mantova a Peschiera del Garda una bella e ben segnalata pista ciclabile ci ha accompagnati e rilassati, la Eurovelo 7.

Arrivati a Peschiera abbiamo ammirato il lago di Garda e poi abbiamo cercato un posto dove far controllare la ruota anteriore di Omar che “ballava un po’ ” …. Unico posto che da’ un servizio di riparazione biciclette, oltre che noleggio bici è il bike’ n Foot di Fabrizio, lui gentilissimo ha smontato la ruota, controllato, pulito e sistemato il problema. Mentre lui lavorava abbiamo avuto l’opportunità di parlarci assieme ed è stato uno scambio oltre che a livello esperienziale anche animico. La sua commozione negli occhi, i brividi nella pelle (che ci ha poi trasmesso) mentre ci raccontava le sue avventure sia in bicicletta, sia a piedi, con tanto entusiasmo e soprattutto umanità, ci ha stupiti!  E non è finita qui! Oltre ad aver sistemato la bici, aver dedicato del tempo non ha voluto essere pagato e anzi, ci ha regalato una mappa fatta da lui, con i percorsi per biciclette! Fabrizio, una persona davvero umile ed umana che vive lo sport come scambio e collaborazione. Ci siamo salutati promettendoci di rincontrarci e chissà…. collaborare assieme.

Il viaggio continua

Valentina e Omar

Percorrendo La Via Francigena

Da Torino a Piacenza è stato emozionante percorrere lo stesso tratto di strada che fanno i pellegrini verso Roma: siamo stati anche noi pellegrini a piedi, ora nella via Francigena abbiamo cambiato mezzo (usiamo la bicicletta) ma il nostro spirito è lo stesso che abbiamo avuto anche mentre camminavamo verso Santiago. Quando incontriamo i pellegrini auguriamo buen camino e scambiamo un saluto e un sorriso…

È veramente bello vedere che anche in Italia ci siano persone (soprattutto straniere) che percorrono questo pellegrinaggio, ed è bello vedere le persone locali disponibili e cordiali nei nostri e loro confronti, ma soprattutto è meraviglioso vedere che ci sono strutture come ostelli che danno dei servizi strepitosi e che funzionano se sono gestite da persone in gamba e con voglia di fare! Abbiamo incontrato Pierluigi, sindaco di Orio Litta, da 22 anni che fa l’ospitalero e ci ha accolti nell’ostello e ci ha orgogliosamente fatto vedere le foto dei pellegrini passati di lì l’anno precedente! E con lui abbiamo fatto anche noi una foto! 🙂

Percorrere la Via Francigena per noi è stato anche rilassante perché è ben segnalata e abbiamo potuto goderci il paesaggio senza perderci per strade e stradine 😉

Il viaggio continua

Valentina e Omar


 

Gli Eroi secondo noi

Lunghi viaggi, mete lontane, chi intraprende un’avventura davvero eroica?

Si leggono numeri, continuamente parametri, distanze, chilometri, velocità, giorni, numeri e ancora numeri che determinano la bravura di qualcuno.

Abbiamo conosciuto una donna, si chiama Giovanna, lei ha cresciuto sei figli, ha passato una vita di continue prove, di sacrifici e sofferenze, erano gli anni 60, dove non c’era tutto il progresso che ci sommerge oggi, che ci soffoca, che ci aliena e non ci fa neanche tirare il respiro e affermare “sono felice e sereno”. Lei per mantenere i figli faceva le punture e si spostava in bicicletta nei colli piemontesi, svegliandosi anche di notte per seguire gli ammalati.

Congratulazioni per tutti i numeri che fai, per i chilometri che percorri, per l’avventura strepitosa che hai fatto, sei stato in Africa, America, hai girato il mondo tre volte….e stai ancora girando, complimenti!

Per alcuni sono loro gli eroi, ma per noi i veri eroi sono persone come Giovanna, che con coraggio non mollano, sono persone come Loris che dinanzi alle difficoltà di un lavoro vanno oltre la paura cambiando città e mettendosi di nuovo in gioco, superati i 50 anni di età, gli eroi sono quelle persone che vanno al lavoro in bicicletta ogni giorno, e percorrono anche le strade trafficate, chi va a fare la spesa e sta attento a cosa compra, chi finito il lavoro prende la bici e va ad ossigenarsi il corpo, chi sogna e realizza i propri sogni.

Per noi non sono importanti i chilometri che facciamo, non sono importanti le quantità, noi crediamo sulla qualità, noi crediamo e coltiviamo i rapporti umani con le persone, ci fermiamo, chiediamo informazioni, ridiamo, scherziamo, ascoltiamo, ci confrontiamo….viviamo questa realtà in modo “slow” perché la fretta è nemica del qui e ora, del presente, che è l’unica realtà che possediamo, istante dopo istante.

Un bambino di 11 anni a Lignana si è avvicinato mentre riempivamo le borracce e ci ha chiesto stupito “ma da dove venite in bicicletta?” “perché avete la moka?” “come fate a cucinare?” “dove dormite?” lui è un Eroe, che ha avuto il coraggio di mollare il gruppo di amici con cui era, e si è avvicinato a noi per dare una risposta alle sue domande.

Al di là dei chilometri e dislivelli, per noi contano i rapporti, le condivisioni, gli scambi, la cooperazione, le emozioni.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

La casa ovunque

Adattamento. Certo ci adattiamo facilmente, abbiamo imparato ad adattarci moltissimo, ma non è solo adattamento.

Creatività. Certo usiamo anche la creatività e in ogni luogo (aperto o chiuso che sia) usando la creatività ci ambientiamo nello spazio. Per esempio in un parco, al mare, vicino ad un torrente, in un bosco ci creiamo idealmente la cucina, la camera da letto, il garage, ciò che ci basta per mangiare qualcosa sopra ad un sasso, montare la tenda e legare le biciclette. Tutto qui. In uno spazio chiuso invece, in una casa (spesso di amici) ci siamo sistemati col materassino in un piccolo pezzo di pavimento, in un divano letto, in un letto, o in giardino e anche lì senza problemi accogliamo tutto ciò che ci arriva e lo sfruttiamo per sentirci sereni e comodi.

Ma non basta.

Sentirsi parte del Mondo, sentirsi cittadini della Terra (sia intesa come emisfero globale, sia intesa come terra che sta sotto i nostri piedi) ecco qual è quell’ingrediente magico che ci permette di sentirci Bene e vivere Bene in qualsiasi posto noi ci troviamo. Questo è il Bello di Essere figli del Mondo.

Il viaggio continua.

Valentina e Omar

Dalla Liguria al Piemonte

Lasciata Genova e lo smog della città ci siamo diretti verso il Piemonte facendo il passo del Turchino, riempiendoci subito i polmoni di aria pulita.

E’ sempre uno shock per noi trovarci immersi nelle grandi città, fagocitati nel traffico, nella velocità (sia dei mezzi, sia delle relazioni). E’ tutto troppo veloce per noi questo modo di vivere la giornata, la vita.

Noi spessissimo non sappiamo che giorno è, non sappiamo se è lunedì, martedì o domenica, il 5, il 6, l’11 o il 22,  non sappiamo se è “l’ora del pranzo”, noi viviamo, sempre qui e ora. Ascoltiamo il battito del nostro cuore, seguiamo le nostre sensazioni, seguiamo l’istinto, seguiamo la nostra pancia che ci dice se ha fame o è sazia. Ci ascoltiamo. Non corriamo. Pedaliamo, ci fermiamo, guardiamo, ridiamo, scherziamo, discutiamo. Abbiamo imparato a togliere tutto il superfluo e a concentrarci sul nucleo, che….è sempre semplice.

La natura ci permette di vivere e sperimentare questa lentezza, questa connessione con noi stessi. La città ci estranea, ci paralizza con la sua velocità, ci estranea.

Salendo la montagna abbiamo cambiato aria. Ci siamo ritrovati subito in Piemonte, le valli, i profumi verdi, l’odore dell’asfalto bagnato e le gocce che cadono nel viso. Pedalare sotto la pioggia, cosa c’è di più liberatorio?  E le persone? Gentili, disponibili, cordiali…e al supermercato non più pregiudizi ma sorrisi gratuiti.

Abbiamo incontrato subito delle Belle persone: il primo è Rudy, un signore che  passeggiava con Akira e ci ha raccontato della sua terra, di Pavese e delle poesie, del vino buono e della tradizione della vendemmia, degli amaretti di Mombaruzzo e della torre di Alice Bel Colle dalla quale si può ammirare il panorama sottostante colmo di vigneti e della Natura generosa che regala i frutti nel giardino dove eravamo. Rudy era così orgoglioso della sua terra che non smetteva di raccontarci delle bellezze e prelibatezze di questo suo Piemonte.

La seconda persona incontrata è Angelo che ci ha fatto strada, accompagnandoci e poi indicandoci il resto della via. Ha 80 anni, ex aviatore e orafo, appassionato di ciclismo che pedala ancor oggi, ci ha confessato più volte che secondo lui “lo sport è vita”. Ci ha fatto i complimenti per la nostra iniziativa, per il bel progetto che stiamo portando avanti. E’ stato esemplare incontrare una persona così in gamba e così innamorato della vita come lui.

Bentornati al Nord.

Valentina e Omar

Genova

Percorrendo la via
in un istante volgo lo sguardo.
Un brivido mi percorre dalla testa
e mi rende ghiaccio, immobile.

Mozzato, è lì.

Nelle foto....è distante
a vederlo...è agghiacciante.

Morte, gelo, tristezza.
Ora qui c'è il vuoto.

Pace a quelle Anime andate.

Valentina