Ventiseiesima tappa: da Barbadelo a Gonzar

Per la prima volta oggi siamo partiti con il k-way rosso addosso 🙂 e ci siamo immersi ancora nei boschi dall’atmosfera fantasy…verso metà mattina si è aperto il cielo ed è spuntato un bel sole caliente. Oggi abbiamo incontrato la pietra dei 100km, manca sempre meno al nostro arrivo a Satiago e ci sentiamo fieri e soddisfatti di esser giunti fino a qui…l’aver visto questo numero ci ha permesso di fermarci un momento, guardarci alle spalle e renderci conto di quanta strada abbiamo fatto insieme, di quante strade abbiamo percorso, di quante albe abbiamo visto e di  quante volte ci siamo guardati soddisfatti negli occhi e ci siamo detti: “Bravi! Anche oggi ce l’abbiamo fatta” 🙂

Un grazie di cuore anche a chi da casa ci segue, ci aiuta e ci aspetta 🙂

Il cammino continua.

Omar e Valentina

 

Venticinquesima tappa: da Triacastela a Barbadelo

Giornata umida e silenziosa, nei boschi della Galizia tutto tace, ci sono solo gli uccellini che ci fanno compagnia. Passiamo in questi sentieri sperduti di terra battuta e le goccioline della fitta nebbia, che cadono dalle immense fronde degli alberi secolari, ci bagnano il viso. Respiriamo calma e pace e c’è un silenzio profondo che ci avvolge, sembriamo immersi in un paesaggio fantastico delle fiabe. Ruscelli d’acqua, il vento muove le foglie che nascondono il cielo, i tronchi sono grossi e nodosi, siamo soli, ma la sensazione non sembra dirci questo, sembra come se ci siano fatine e gnomi nascosti nelle tane degli alberi.

Durante la nostra tappa incontriamo qualche paesino ma non c’è anima viva.. è raro vedere i contadini, ma ci sono i panni stesi e gli attrezzi agricoli che indicano la presenza di qualcuno..

Man mano che camminiamo, iniziamo a vedere il cielo, la temperatura aumenta, c’è qualche rumore di auto….e a poco a poco arriviamo a Sarria..ultimo paese prima di addentrarci di nuovo nel bosco, qui dobbiamo fare le provviste per la cena che faremo a Barbadelo.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Ventiquattresima tappa: da Las Herrerias a Triacastela

Oggi siamo entrati in Galizia proprio durante la salita verso il tanto temuto O’Cebreiro…siamo partiti con la nebbiolina e ci ha tenuto compagnia fino al nostro arrivo a Triacastela (nome che deriva da “tre castri” ovvero antichi villaggi celtici). Già da subito abbiamo notato che in questa regione il costo della vita è maggiore (ostelli e alimentari) e che ci sono davvero tantissimi cani pastori, che sonnecchiano nei cortili di queste casette in pietra…siamo curiosi di vedere cosa ci aspetta domani perché già oggi abbiamo avuto un’anteprima straordinaria di paesaggi verdi, silenziosi e deserti…infatti questa zona viene chiamata l’Irlanda di Spagna 😉

Nella foto potete ammirarci nell’Alto di San Roque (1270m) con un pellegrino 😉

Ora ceniamo seriamente con pastasciutta e uova all’occhio di bue….dato che oggi ci siamo dovuti accontentare di un pranzo (il primo di questo viaggio) dolce…….con gli unici biscotti che avevamo nello zaino perché appunto…nei paesini abbiamo incontrato solo cani dormienti, mucche al pascolo, cavalli e pecore libere nei sentieri….ma siamo due tipi strani e ci divertiamo sempre e comunque 😉

Il cammino continua.

Valentina e Omar

Ventitreesima tappa: da Cacabelos a Las Herrerias

È incredibile, camminiamo in queste montagne e non ci rendiamo conto del tempo che passa..infatti siamo già a Vega de Valcarce (uno dei tanti piccoli paesini in pietra che qui incontriamo) e notiamo in lontananza un grande cane pastore seduto da padrone in mezzo alla strada. Ci fermiamo ad ammirarlo, Omar posa il bastone e si abbassa, il cane decide di venire verso di noi, ci annusa, ci guarda e si prende le nostre coccole 😉 ognuno rispettando l’altro dopo esserci studiati a vicenda… è stato bello avere questo scambio di affetto dopo esserci messi allo stesso livello per poi riprendere la nostra strada. È stato anche un piccolo dolce momento di ritorno a casa, dato che abbiamo degli amici pelosi che ci aspettano al nostro rientro.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Ventiduesima tappa: da El Acebo a Cacabelos

Alle 7 eravamo immersi in un sentiero tra alberi e fiori profumati e coloratissimo, gli uccellini intonavano un buongiorno e un saluto al sole, si respirava aria pulita e fresca, proprio dopo il temporale di ieri sera. Siamo scesi fino a Ponferrada, il cui nome deriva dal ponte di ferro che costruirono per permettere ai pellegrini di oltrepassare il fiume Sil, abbiamo visto il castello dei Templari e la piazza principale. Nel pomeriggio ci siamo travestiti da cappuccetti rossi e ci siamo diretti verso Cacabelos e prima di entrare nel paese….mmmh…ciliegie rosse…ci siamo fermati e abbiamo gustato, direttamente dall’albero, questo meraviglioso frutto..soddisfatti siamo andati verso l’ostello a riposare 🙂

Il cammino continua.

Valentina e Omar

Ventunesima tappa: da El Ganso a El Acebo

Oggi per la prima volta in 21 giorni abbiamo avuto il piacere di svegliarci insieme, dopo aver dormito nello stesso letto: abbiamo aperto i sacchi a pelo e sono diventati l’unica nostra coperta. Ci siamo incamminati verso la cruz de hierro in questo luogo la tradizione vuole che i pellegrini portino, da casa propria, un sasso (rappresentante i pesi della vita dei quali ci si vuole liberare) e lo si lasci ai piedi di questa croce di ferro. Noi abbiamo fatto questo rito ed è stato molto forte ed emotivo. Continuando il cammino i nostri occhi si sono riempiti di colori e sfumature stupende, fiori gialli, bianchi e viola, il verde delle montagne e l’azzurro del cielo con nubi bianche…dopo tante mesetas, oggi ci siamo proprio goduti questi paesaggi che ci hanno alleviato la fatica della salita in montagna.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciannovesima tappa: da Virgen del Camino a Hospital de Orbigo

Anche oggi appena partiti ci troviamo davanti ad una variante rispetto al Cammino ufficiale, noi abbiamo scelto la strada alternativa perché volevamo goderci la natura e l’ultimo ricordo di mesetas, mentre l’altra strada costeggiava la statale. Per sei ore di cammino ci siamo ritrovati io, Omar, i grilli e le rane…e qualche panda ogni tanto 😉 :*

Camminando in queste lunghe strade abbiamo notato che il prendersi cura a vicenda con i massaggi ai piedi e gambe ha il suo riscontro positivo, infatti grazie alle nostre capacità acquisite tramite la scuola di ayurveda (Omar) e percorso di Operatore Olistico (Valentina) possiamo continuare il nostro cammino senza grandi sofferenze e dolori. E comunque con una media di 30 km al giorno i dolori ci sono ma è bello imparare a gestirli e conviverci per poi superarli.

Dopo esserci riposati e rifocillati con un bel panino con prosciutto, formaggio e cetriolo abbiamo proseguito sotto il sole cocente…per questo abbiamo giocato a tirarci l’acqua per rinfrescarci. Eravamo quasi arrivati a Hospital de Orbigo quando vediamo atterrare nel nido (costruito sopra un traliccio dell’alta tensione) una mamma cicogna che portava il cibo ai suoi piccoli 😉 da quando siamo in Spagna vediamo moltissime cicogne…chissa che una porti una bella sorpresa anche a Noi 😉

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciottesima tappa: da Mansilla a Virgen del Camino

Che risveglio caldo e caotico! Dormire in una piccola stanza con 6 letti a castello e 12 persone non è il massimo e il corridoio tra un letto e l’altro era invaso dagli zaini. Non abbiamo riposato benissimo questa notte, ma ci siamo consolati con i nostri biscotti 😉 abbiamo iniziato a seguire le frecce gialle per Léon e in tarda mattinata siamo arrivati, il sentiero era accanto alla statale e per rompere la monotonia Omar ha messo un mantra della sua amata India. Arrivati a Léon, mentre percorriamo la via principale ci sentiamo chiamare “peregrini! Peregrini!”, Ci giriamo e incontriamo un hospitalero di un ostello incontrato qualche giorno fa, e con molto piacere ci presenta suo marito e il presidente degli ostelli del Cammino di Santiago, il quale riconosce l’Om tatuato nel polso di Omar e gli mostra la sua collana con lo stesso simbolo. Ci sorride e ci augura buona strada, così arriviamo alla Splendida Cattedrale di Léon, ci raccogliamo dentro per un momento e poi proseguiamo fino alla Virgen del Camino. Finalmente arriviamo all’ostello dove ci rilassiamo e respiriamo un’aria tranquilla e accogliente.

Il cammino continua.

Valentina e Omar.

Diciassettesima tappa: da Bercianos a Mansilla de las Mulas

Ragazze, Donne…come sapete ogni mese arrivano loro 🙂 le conosciamo le nostre amiche mestruazioni, arrivano con i loro sbalzi, le loro voglie e non voglie….insomma..siamo Donne anche mentre siamo in viaggio e nel mio caso anche durante il mio Cammino verso Santiago. Come ho affrontato questa settimana in Red? Cambiano le comodità, gli spazi, le abitudini e i riferimenti, tutto intorno cambia..sempre, secondo dopo secondo, però il ciclo arriva comunque. Mentre si cammina, soprattutto in lunghi tratti di mesetas, dove tutto intorno, per km e km, si hanno solo campi di grano….quando spunta un cespuglio…ti guardi attorno se ci sono altri pellegrini e se la via è abbastanza libera ti nascondi e ti adatti alla situazione. Posso dire di avere una Grande fortuna: ho al mio fianco un fidanzato che oltre a farmi da palo-vedetta 😉 “via libera, non arriva nessuno” oppure “muoviti che arriva gente”, mi sopporta e mi sostiene durante i miei sbalzi di umore e mi compra il dolcetto dopo cena 😉 che uomo magnifico e dolcissimo 😉

Il cammino continua.

Valentina e Omar