Dalla Liguria al Piemonte

Lasciata Genova e lo smog della città ci siamo diretti verso il Piemonte facendo il passo del Turchino, riempiendoci subito i polmoni di aria pulita.

E’ sempre uno shock per noi trovarci immersi nelle grandi città, fagocitati nel traffico, nella velocità (sia dei mezzi, sia delle relazioni). E’ tutto troppo veloce per noi questo modo di vivere la giornata, la vita.

Noi spessissimo non sappiamo che giorno è, non sappiamo se è lunedì, martedì o domenica, il 5, il 6, l’11 o il 22,  non sappiamo se è “l’ora del pranzo”, noi viviamo, sempre qui e ora. Ascoltiamo il battito del nostro cuore, seguiamo le nostre sensazioni, seguiamo l’istinto, seguiamo la nostra pancia che ci dice se ha fame o è sazia. Ci ascoltiamo. Non corriamo. Pedaliamo, ci fermiamo, guardiamo, ridiamo, scherziamo, discutiamo. Abbiamo imparato a togliere tutto il superfluo e a concentrarci sul nucleo, che….è sempre semplice.

La natura ci permette di vivere e sperimentare questa lentezza, questa connessione con noi stessi. La città ci estranea, ci paralizza con la sua velocità, ci estranea.

Salendo la montagna abbiamo cambiato aria. Ci siamo ritrovati subito in Piemonte, le valli, i profumi verdi, l’odore dell’asfalto bagnato e le gocce che cadono nel viso. Pedalare sotto la pioggia, cosa c’è di più liberatorio?  E le persone? Gentili, disponibili, cordiali…e al supermercato non più pregiudizi ma sorrisi gratuiti.

Abbiamo incontrato subito delle Belle persone: il primo è Rudy, un signore che  passeggiava con Akira e ci ha raccontato della sua terra, di Pavese e delle poesie, del vino buono e della tradizione della vendemmia, degli amaretti di Mombaruzzo e della torre di Alice Bel Colle dalla quale si può ammirare il panorama sottostante colmo di vigneti e della Natura generosa che regala i frutti nel giardino dove eravamo. Rudy era così orgoglioso della sua terra che non smetteva di raccontarci delle bellezze e prelibatezze di questo suo Piemonte.

La seconda persona incontrata è Angelo che ci ha fatto strada, accompagnandoci e poi indicandoci il resto della via. Ha 80 anni, ex aviatore e orafo, appassionato di ciclismo che pedala ancor oggi, ci ha confessato più volte che secondo lui “lo sport è vita”. Ci ha fatto i complimenti per la nostra iniziativa, per il bel progetto che stiamo portando avanti. E’ stato esemplare incontrare una persona così in gamba e così innamorato della vita come lui.

Bentornati al Nord.

Valentina e Omar

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