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Cari amici, questo marzo 2020 è molto anomalo rispetto agli ultimi passati in questi anni.
La primavera è arrivata silenziosa, ha iniziato a sbocciare timida ma è arrivata.
Non possiamo passeggiare nei boschi, nei parchi, non possiamo passeggiare all’aria aperta perché… é proibito.
Già, siamo arrivati al punto di dover stare chiusi in casa, ma cosa abbiamo combinato di tanto grave per meritarci questo?
Uno degli ultimi articoli del nostro blog risale al 2019, settembre, dove scrivevamo di fare qualcosa per il pianeta, di impegnarci nel concreto a limitare i danni che stavamo causando alla nostra casa principale. Le cose sono peggiorate, roghi, inondazioni, terremoti, animali che vengono cacciati anche se rischiano l’estinzione, una barbarie, un film horror proprio sotto i nostri piedi, ma anche sopra le nostre teste, perché ad essere inquinata non è solo la terra, ma l’acqua e l’aria…….e anche noi stessi ovviamente. Sì, perché mai noi dovremmo essere immuni da questa malattia che affligge la terra? Se la terra è malata, di conseguenza anche l’uomo è malato. Prendersi cura della terra equivale a prendersi cura di se stessi, e viceversa.
Io e Omar in comune abbiamo le nostre radici, veniamo da famiglie di contadini, famiglie che sanno lavorare la terra, famiglie che sanno procurarsi i beni di prima necessità, mettendo le mani nella terra e seguendo il ciclo della luna. Un contatto che ormai è andato perso, è stato sostituito dall’i-phone, dal drone, dalla Luis Vuitton, dalla Range Rover, dagli uomini e donne d’affari, dall’alta velocità, dall’usa e getta, dal fast food, dalla plastica e dall’aridità di sentimenti.
Non c’è più empatia, non c’è più condivisione e amore verso il prossimo. Ego, Ego Ego. Il proprio interesse è al centro dell’Universo. Il potere, il denaro, la competizione, la slealtà, sono i valori dell’era della tecnologia.

Ma qualcosa di più grande del nostro Ego ci ha fermati.
Qualcosa di invisibile si è insinuato nei nostri polmoni.
I polmoni, che ci permettono di respirare, i polmoni che ci permettono di vivere, come tutti gli altri organi fenomenali del nostro corpo.
La magnificenza della vita. Solo in questi casi ci si ricorda, solo in questi casi ci si ferma a riflettere, del grande dono della vita.
E’ arrivato un virus, Covid-19, che ci ha costretti a riflettere, su tante cose.
Intanto è arrivato silenzioso, come silenziosa arriva la primavera, come silenziosa arriva l’estate e tutte le altre stagioni, autunno e inverno. Ma è arrivato in modo stranamente silenzioso, ha colpito un organo fondamentale per noi, i polmoni. Che te ne fai del tuo corpo se non puoi più respirare? E se il tuo cuore non può più battere? Per quanto tempo hai dato per scontato il tuo corpo? Per quanto tempo hai dato per scontato la tua terra? Per quanto tempo hai corso freneticamente rincorrendo gli ideali che qualcuno ti ha trasmesso? Per quanto tempo non sei stato te stesso? Per quanto tempo non sei stato ad ascoltarti?
Ad ascoltare il tuo respiro.
Ad un corso di yoga o meditazione, la prima cosa sulla quale si lavora è il respiro. La capacità di riempire i polmoni, riempire la pancia, inspirare, trattenere, espirare. Silenziosamente ascoltare. Che cosa? Il suono del tuo respiro. Poi ti accorgerai che hai anche un cuore che nel frattempo batte, poi succede che la pancia brontola un po’, e ti rendi conto di che macchina perfetta hai da condurre ogni giorno. La alimenti, la vesti, la lavi, te ne prendi cura. E come lo fai? Con il meglio o con quello che capita? E di conseguenza la tua terra rispecchia chi sei.

Siamo malati. Siamo molto malati. Questa società che correva alla velocità della luce è stata costretta a fermarsi, a rendersi conto di quanto siamo malati e di quanto abbiamo ammalato la terra. Un virus, piccolo, microscopico ci ha costretti a fermarci per guardare tutto questo. Per guardare dentro di noi. Per guardarci allo specchio, per fare il famoso “esame di coscienza” per farci e cercare di rispondere alle domande che normalmente sorgono quando ti metti in silenzio con te stesso. Grazie virus. Grazie di questo stop. La madre terra ringrazia, ringrazia perché gli uccelli possono volare tranquilli adesso, i delfini sono ricomparsi, i pesci anche, le lepri nei parchi. La natura si riprende il suo posto.

E noi? Noi siamo chiusi in casa, ad aspettare che questo periodo passi. Nessuna certezza sul domani. Ma d’altronde quando mai abbiamo avuto certezze? Quelle che ci siamo creati fin qui sono apparenti certezze, perché la mente umana ne ha bisogno, ma quando rischi la vita in un incidente stradale, quando stai per perdere la vita, la salute, quando rischi così tanto, allora ti rendi conto che non hai mai nessuna certezza. Ecco che riesci poi a viverti sempre il momento presente, perché hai capito che tutto può cambiare da un momento all’altro. E hai capito che tutto ciò che hai è solo il momento presente. Ci dobbiamo comportare ovviamente bene, facendo programmi per il futuro, avendo degli obiettivi, ma ricordarci che tutto può sempre cambiare da un momento all’altro. Ecco allora perché non ha senso restare arrabbiati col proprio parente, partner, amico per tanto tempo…vivi una vita di Amore, apri il tuo cuore e sorridi a tutti. Non è facile, siamo chiamati ad un grande allenamento, ma ce la possiamo fare.

Adesso siamo qui, costretti in casa a guardarci dentro. Nessuna distrazione. Ok un po’ di Tv, videogiochi, cucinare, pulire, allenarsi, ma la giornata ha 24 ore…coltiva il positivo, fai quello che ti piace, fallo con gioia e soddisfazione…è un gran bell’allenamento…non è così facile ma è possibile!

E quindi noi siamo tornati alla terra, ogni anno noi facciamo l’orto, ma quest’anno ha un sapore diverso. Perché non lo diamo per scontato. Perché ogni gesto viene fatto con presenza, con consapevolezza, con Amore. E’ tempo di sfruttare questo tempo per chiederci cosa davvero vogliamo dalla nostra vita. Quali valori vogliamo seminare quest’anno per noi, per la nostra famiglia e per il mondo intero. Si parte dal proprio piccolo. Ci si guarda dentro e quando vedi qualcosa che non ti piace, beh, fa parte di te anche lei. Le ombre vanno guardate, le parti nere e buie esistono in noi, come esistono quelle luminose. Siamo il giorno e la notte. Siamo il buio e la luce. Non può esserci uno senza l’altro. Ma se rifiuti di guardare anche il buio, non puoi godere della luce. E lo diciamo perché noi ci siamo passati attraverso il buio, più e più volte e da lui abbiamo imparato davvero molto. Questo periodo fa emergere le paure di tutti, rende visibili quelle paure che per tanto tempo e con tanti modi diversi abbiamo soffocato (eccesso di lavoro, di sport, di vita mondana, amici, droghe ecc) adesso? Adesso fai un bel digiuno dalle distrazioni perché qualcosa di più grande di te ha un messaggio per te. Lo vuoi ascoltare?

E’ un avvertimento che ci è stato dato, approfittiamo, il bicchiere è mezzo pieno.

Omar & Valentina
Il viaggio continua

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