Un soffio, una vita

Stavamo pedalando nella statale 16 perché il lungo mare era finito… Un camion suona e ci sfreccia vicinissimo… Era blu, era lungo, era grosso… Ho preso tanta paura che le lacrime hanno iniziato a gonfiare i miei occhi e continuavo a pedalare perché non c’era spazio per fermarsi… Ma l’unico desiderio era fermarmi, scendere dalla bici e lanciarla via, lontano, smettere quella tortura, lasciare quella strada e andare al sicuro. Le lacrime correvano… Ho visto in un secondo me e Omar a terra, schiacciati tra il muro della montagna a destra e le ruote del camion a sinistra. Basta poco, basta davvero poco per frenare tutto, per fermare tutto, per mollare tutto, per distruggere famiglie intere e far calare il buio gelido. La gente comune non viene scortata mentre fa cicloturismo, la gente comune non sa cosa vuol dire rischiare la vita mentre si sta seduti su una sella e si fanno girare le gambe, mentre occupi una minima parte della strada pedalando dietro al tuo compagno di avventura. La gente comune non sa se non prova a stare dalla nostra parte, nei nostri panni.

Ho avuto paura. Tanta paura di perdere Omar e di morire sotto le ruote di quel camion. Non è giusto! 1,5 metri di distanza dai ciclisti è la legge e POCHI la rispettano. Per me non finisce qui! Non c’è giustizia, sono una formica in confronto a loro, la strada è la stessa e magari anche la destinazione, ma le velocità sono diverse e i pesi sono diversi. Ma la Vita è la stessa, la mia e la tua che stai seduto in macchina e guidi come se fossi in pista. La Vita va Rispettata, è Sacra.

Auguro a tutti voi che correte veloci in macchina, in moto, in autobus o camion, vi auguro di provare a pedalare anche solo 10km e mettervi nei panni di chi ha solo due pedali su cui spingere e tanto rispetto per la vita e amore per se stesso. Vi auguro di PROVARE sulla vostra pelle cosa si prova a vedere la morte in faccia, a vedersi calpestati e uccisi. Per cosa poi? Basta rallentare e passare con una certa distanza e moderata velocità. In cambio di un paio di vite non sulla coscienza.

E ripeto, per me non finisce qui. A costo di pedalare con un pezzo di ferro orizzontale di 1 metro e mezzo di lunghezza per tenervi a giusta distanza da me.

Il viaggio continua.

Valentina

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